Una “sintonia” che condivido molto volentieri mi è arrivata oggi, domenica 28 marzo 2010, con la newsletter Cacao della domenica di Jacopo Fo. Proprio oggi giorno di grandi votazioni.

Per lo piu’ ci sentiamo parte del movimento progressista ma non reggiamo piu’ il vecchio modo di fare politica che oggi domina anche questo movimento.
Il nostro modo di pensare segue meccanismi diversi.
Siamo quelli che pensano che i rapporti umani siano la parte migliore della vita.
Siamo quelli che pensano che l’amore sia un’esperienza estatica magica e mistica nel senso piu’ pieno di queste parole.
Siamo quelli che pensano che baciarsi con passione sia un’azione politica militante.
Siamo quelli che quando c’e’ uno scontro non pensano mai di avere tutte le ragioni.
Siamo quelli che quando vediamo una persona che soffre cerchiamo di farla ridere.
Siamo quelli che quando cadiamo ci congratuliamo con noi stessi perche’ ne abbiamo imparata un’altra.
Siamo quelli che preferiscono sbagliare con la propria testa e che fare giusto con la testa degli altri (e siamo ricchi di errori).
Siamo quelli che non c’e’ mai una buona ragione per uccidere un bambino.
Siamo quelli che preferiscono una vittoria piccola subito a un grande obiettivo che non si raggiunge mai.
Siamo quelli che il diavolo si nasconde nei particolari, per questo quando lavori devi farlo in modo ordinato.
Siamo quelli che cercano di trovare una scusa per collaborare perche’ la collaborazione e’ un bene primario che migliora la salute.
Siamo quelli che amano fare i lavori fatti bene, che considerano la capacita’ individuale il proprio contributo al progresso, la parola data l’unico dogma religioso, l’onesta’ un sistema per prevenire la sfiga e aumentare la potenza sessuale.
Siamo quelli convinti che per affrontare i problemi bisogna stupirli.
Siamo quelli convinti che abbiamo iniziato a migliorare il mondo 100 mila anni fa e non smetteremo fino a quando non avremo finito.
Siamo quelli convinti che il sonno e’ un’esperienza religiosa e la pigrizia una virtu’ cardinale.
Siamo quelli che hanno fiducia nella natura, nell’istinto, nell’empatia e nella buona sorte.
Siamo quelli che credono nella priorita’ dell’arte nella ricerca della felicita’.
Siamo quelli convinti che essere noiosi e’ un crimine nefando.
Siamo quelli che non sopportano il conoscente che ti dice che il tale parla male di te (e gode nel vedere che ti rattristi).
Siamo quelli che hanno chiuso con quello che si appaga a raccontarti le sue sfighe con dettagli raccapriccianti (e gode nel vedere che ti rattristi).
Siamo quelli che hanno chiuso con l’industria dei sensi di colpa.
Siamo quelli che si alzano la mattina immaginando qualche cosa di bello da fare.
Siamo quelli che non misurano la vita contando gli anni vissuti ma gli abbracci che hai dato e che darai.
Siamo quelli che salutano le persone che incontrano, perche’ sono esseri umani ed e’ bello augurare loro un buon giorno.
Siamo quelli che ascoltano i bambini, e costruiscono i pupazzi di neve.
Siamo quelli che non dividono gli altri in categorie (i neri, i camionisti, i berlusconiani).
Siamo quelli che non cercano la vendetta.
Siamo quelli che considerano il corpo un tempio e non temono il sesso ma lo considerano una delle cose piu’ profonde, filosofiche e piacevoli della vita.
Siamo quelli che pensano che si vive una volta sola e perdere tempo e’ un peccato mortale.
Siamo quelli che non sanno se ci sara’ vita dopo la morte ma se ci sara’ ci divertiremo.
Siamo quelli che non hanno ne’ tessere ne’ bandiere ma dopo 5 minuti che parli con uno di noi lo capisci.
Siamo ovunque, siamo milioni, abbiamo costruito la nostra cultura dinamica, la nostra arte giocosa, la nostra economia etica, i nostri spazi di vita e di condivisione.
Siamo milioni, siamo capaci di collaborare, stiamo cambiando il mondo.
E lo facciamo cercando di divertirci.

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