Scopro e diffondo:

(…) Se da bambini fossimo stati allenati a capire veramente i nostri sentimenti e a fidarci delle indicazioni interiori non avremmo difficoltà nello scegliere la strada giusta per noi: i nostri sogni e le nostre aspirazioni ci fanno da guida. Il punto è che non veniamo affatto abituati a sviluppare questa capacità ma anzi siamo indotti a scegliere il nostro percorso scolastico e poi lavorativo in base a tradizioni di famiglia o a considerazioni meramente opportunistiche, quali la redditività, il prestigio sociale e simili.
Insomma, è la mente razionale a decidere, più che il cuore e il sentire interiore — una mente che non è neppure del tutto nostra, condizionata com’è dall’ambiente sociale e dai mass media.

L’educazione dovrebbe essere il processo attraverso il quale il potenziale di ogni individuo — i suoi talenti — viene riconosciuto e aiutato a germogliare, a venire fuori: “educazione” deriva infatti dal latino ex-ducere che significa letteralmente “portare fuori”.  Purtroppo quello che si fa a scuola in molti casi non è un portar fuori i talenti del bambino, ma piuttosto portare dentro i valori e gli schemi degli adulti, quindi non è un e-ducare ma piuttosto un in-ducare, indottrinare. (….)

tratto da: DIVENTARE QUALCUNO O ESSERE SE STESSI?
di Enrico Cheli

Articolo pubblicato sulla rivista ARMONIA n. 12 – febbraio/marzo 2000
www.enricocheli.com

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