elogio dell’ozio

Parecchi anni fa, quando ancora i libri costavano in lire – non solo i libri – lessi  il mio primo libro di filosofia.
Anch’io, come tanti altri, sono cresciuta con il detto “l’ozio è il padre di tutti i vizi” e con l’altro “il lavoro nobilita l’uomo” ma non ne ero molto convinta.
Mi sono ritrovata tra le mani questo libro e non ero molto convinta di riuscire a leggerlo mi sembrava una pizza! Ma poi mi ha dato tanti spunti su cui riflettere. Nonostante Russell l’abbia scritto nel 1935 è ancora molto attuale.

Un piccolo assaggio:

(…) Bisogna ammettere che il saggio uso dell’ozio è un prrodotto della civiltà e dell’educazione. Un uomo che ha lavorato per molte ore al giorno tutta la vita si annoia se all’improvviso non ha più nulla da fare. Ma, se non può disporre di una certa quantità di tempo libero, quello stesso uomo rimane tagliato fuori da molte delle cose migliori. Non c’è più ragione perché la gran massa della popolazione debba ora soffrire di questa privazione; soltanto un ascetismo idiota, e di solito succedaneo, ci induce a insistere nel lavorare molto quando non ve nè più bisogno (…)

dalla copertina del mio vecchio libro:
«L’etica del lavoro, è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi.»

«Il mondo soffre per colpa dell’intolleranza e del bigottismo, e per l’errata convinzione che ogni azione energica sia lodevole anche se male indirizzata; mentre la nostra società moderna, così complessa, ha bisogno di riflettere con calma, di mettere in discussione i dogmi e di esaminare i più disparati punti di vista con grande larghezza di idee.»

Titolo: Elogio dell’ozio
Autore: Russell Bertrand
Editore: TEADUE-  Licenza Longanesi
Data pubblicazione: Quarta edizione – Prima edizione 1997
Pagine: 200
Traduttore: E. Marpicati

2 parole sull’autore:
Filosofo, matematico e scrittore, Bertrand Russell (1872-1970) studiò a Cambridge, dove insegnò fino al 1916 quando fu allontanato a causa delle sue idee pacifiste. Dal 1938 al 1944 visse negli Stati Uniti, dove insegnò a Chicago e a Los Angeles, prima di essere riaccolto a Cambridge. Insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1950, legò il suo nome alle principali battaglie civili di questo secolo, concludendo la sua intensa attività in favore della pace dando vita nel 1966 al noto «Tribunale Russell» contro i crimini di guerra americani nel Vietnam.

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