8 marzo

Mi unisco a Nazca e dedico l’8 marzo al coraggio, la determinazione e la passione delle donne che si sono opposte e si oppongono alle mafie, in tutte le sue forme. Vi segnalo due libri:

“AL NOSTRO POSTO” di L. Ioppolo M. Panzarasa ed. Transeuropa

Sei donne contro la criminalità.
Valentina Fiore vive a Palermo, proprio vicino a via D’Amelio, dove l’eco della strage che uccise il giudice Borsellino risuona ancora nell’aria. Nell’estremità opposta d’Italia, a Desio, abita invece Lucrezia Ricchiuti: in Brianza, dove la mafia s’intruffola subdolamente nell’apparato pubblico.  Cento pagine che, capitolo dopo capitolo, narrano storie di coraggio e lotta per la legalità: dalla giornalista Rosaria Capacchione, autrice del libro “L’oro della camorra”, che vive sotto scorta dopo le denunce contro i Casalesi; a Cinzia Franchini, presidente di Cna Fita (Unione nazionale imprese trasporto), vittima di intimidazioni per le posizioni assunte dalla sua associazione per lo sciopero degli autotrasportatori. O ancora, Maddalena Rostagno, che ha fatto riaprire le indagini sulla morte del padre Mauro, giornalista ucciso dalla mafia a Trapani nel 1988, raccontandone la storia nel libro “Il suono di una sola mano”; e Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, anche lei sotto scorta per la sua amministrazione “troppo” rispettosa delle regole.

“LE RIBELLI” di N. Dalla Chiesa ed. Melampo

Emozione, rabbia, ammirazione, angoscia: tanti sono i sentimenti che la lettura di questo intensissimo libro suscita e che impegna ognuno, per quanto gli è possibile, a fare la propria parte. Il libro sceglie in questa storia sei scene cariche di significato, di pathos invincibile. Sei scene che susseguendosi dagli anni del dopoguerra agli inizi di questo millennio disegnano anche una particolarissima storia della mafia e della lotta condotta contro di essa dalla parte più nobile della società italiana. Francesca Serio, la madre del sindacalista contadino Salvatore Carnevale.
Felicia Impastato madre di Peppino, l’ormai celebre protagonista dei “Cento passi”. Saveria Antiochia, la madre del poliziotto Roberto, ucciso con il “suo” commissario Ninni Cassarà. Michela Buscemi, due fratelli vittime di Cosa Nostra, contigui agli ambienti dei clan, eppure coraggiosa parte civile al maxiprocesso di Palermo. Rita Atria, sorella di Nicola, giovane boss dello spaccio, diciassettenne collaboratrice di Borsellino e disperatamente suicida dopo la strage di via D’Amelio. Rita Borsellino, sorella dello stesso giudice, nei fatti simbolo più alto di questa ribellione, fino a venire candidata al governo della Sicilia, teatro della tragedia infinita.

Questi libri si trovano anche nelle botteghe Nazca

 

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