da leggere: il Sentiero contemplativo

Giorni violenti Inviato il 28 marzo 2013 di roberto

Ogni giorno ascoltiamo parole e concetti, vediamo atteggiamenti il cui tasso di violenza è insostenibile.
Sembra non ci sia limite ed è divenuto impossibile seguire le questioni politiche – quanto di più importante in una società perché riguarda il “noi” – senza essere travolti dall’oscenità delle viscere istintuali esposte da alcuni protagonisti di questo pietoso teatro.
Vi proponiamo queste parole di Krishnamurti che parlano di una sensibilità altra, di una sottigliezza di analisi, nella speranza di essere di aiuto a noi stessi e a voi costruendo con esse un piccolo argine.
Forse questo è anche l’unico modo per evitare che tanto sudiciume ci entri nelle ossa; forse è il modo di costruire un futuro diverso.

La-profondità-della-violenzaMi è proprio piaciuto e per questo me lo sono segnato qui. Ho veramente bisogno di allontanarmi dal “sudiciume” che ci circonda e sento il bisogno di capire.
Si, capire soprattutto quello che mi sta vicino visto che le questioni politiche le sento sempre più lontane.
Capire perché mi fa male l’indifferenza che ha nei nostri confronti una persona che dovrebbe esserci vicina. Forse non lo capirò mai ma leggere  Krishnamurti mi aiuta sempre.
Separarsi dal resto dell’umanità è una forma di violenza.

“Per trasformare se stessi è essenziale la conoscenza di sé; senza sapere che cosa siete, non vi è base per un retto pensiero, e senza conoscer voi stessi non potrà darsi alcuna trasformazione: Bisogna conoscersi come si è, e non come si desidera essere, che è puramente un ideale e pertanto cosa fittizia, irreale; solo ciò che è può venir trasformato, e non ciò che desiderereste fosse.”

da: “La prima ed ultima libertà” Krishnamurti

 

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