classeIl primo anno armata di tanto entusiasmo per il passaggio in una scuola nuova e sperando di incontrare Professori stimolanti ho voluto conoscerli tutti.
Purtroppo lo stimolo si è spento con il passare degli anni e quest’anno mi sono limitata a:
  • incontrare la prof di clarino, per mia richiesta. Per definire l’orario di rientro a scuola.
  • Incontrare una nuova insegnate di francese, il primo mese di scuola, per mia richiesta. Mio figlio era tornato a casa con una nota e come genitore mi sembra giusto capire il motivo di una nota che io devo controfirmare. La sola spiegazione del ragazzo e due righe sul diario non mi bastano, non mi chiariscono il motivo della punizione.
  • Incontrare l’insegnate di arte per sua richiesta. Voleva informarmi che mio figlio è un’eccellenza (testuali parole) nella sua materia e che lui consiglia la valutazione di un liceo artistico. Mi sono accorta di questa sua dote non solo dai voti anche perché le ore di arte sono ridotte al minimo, purtroppo.
  • Incontrare l’insegnate di italiano, storia e geografia per mia richiesta. Mio figlio deve scegliere cosa farà dopo le medie e avevo bisogno di avere anche da lei la conferma della sua capacità nelle materie letterarie. E poi questa insegnate è quella che fa più ore con mio figlio e poteva spiegarmi un po’ il quadro generale.
  • Incontrare l’insegnate di tecnologia per mia scelta visto che mio figlio ha preso il suo primo 5 e mezzo e non è più contento di questo professore… lo vede sempre arrabbiato con tutta la classe.
La prof di francese, quella di italiano e quello di arte sono quelli più giovani che ho incontrato e mi hanno trasmesso attenzione e entusiasmo.
Attenzione al ragazzo e voglia di aiutarlo a crescere. Entusiasmo per quello che stanno facendo senza dimenticare le difficoltà.
Il prof di tecnologia l’ho trovato stanco, insegna da tanti anni in questa scuola e anche gli anni passati è sempre stato molto fuggevole quasi che il colloquio con i genitori fosse per lui un peso. Lo scorso anno non ero riuscita nemmeno a parlarci, mi aveva fermato sulle scale in fretta e furia : “…suo figlio va bene non ho niente da dirgli”.
Sì è vero che il mio ragazzo va bene a scuola, io lo so, lo vedo non solo dai voti e anche da come si prepara per le lezioni, ma io lascio mio figlio a scuola e per me sentire da un prof cosa stanno facendo, come si comporta mio figlio in classe, capire se partecipa, se va d’accordo con i compagni, se riesce a rispondere quando interrogato, se aiuta i compagni, se è educato con tutti è importante.
Fuori dalle mie quattro mura, fuori dalla nostra famiglia è la scuola il luogo dove mio figlio è cresciuto.
Gli insegnanti a cui io ho affidato mio figlio, senza conoscerli, hanno contribuito alla sua educazione e non tutti hanno saputo dare un buon esempio.
Questa lettera, che riporto sotto, di Lincoln è proprio da leggere:

Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza.
È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore.
Vivere questa vita richiederà fede, amore e coraggio.

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe; che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico, cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce, e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini, ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste. Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso, perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
È un così caro ragazzo, mio figlio!

Lettera all’insegnante di mio figlioAbraham Lincoln

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