La Colpa e la Paura di dire “no”

REBLOGGO  da La Stampa

Troppa paura di dire “no”. Questa è una cultura che non regge il fallimento

…«La colpa non è dei maestri, che coi pazzi devono fare i pazzi. Infatti se non dicessero ciò che piace ai ragazzi, resterebbero soli nelle scuole… E allora? Degni di rimprovero sono i genitori

pecore

Questo argomento scuola mi ha sempre interessato, prima come studente ora come genitore che insegna al proprio figlio. Certo passarsi la colpa tra maestri e genitori non è sicuramente utile a nessuno.
La colpa, questo strano sentimento che ti porta a giudicare, a non sentirti all’altezza della situazione e così declini ogni responsabilità, non agisci, non affronti la situazione. È più semplice pensare da genitore “mio figlio non ci riesce, ma ha anche trovato degli insegnati scarsi”. Ti fa sentire meglio scaricare un po’ di colpa sugli insegnanti. E sicuramente un insegnate si sente meglio se degni di rimprovero sono i genitori. È vero, quando un bambino a tre anni arriva in una scuola materna ha già la sua “impronta” caratteriale data dalla famiglia. Ma è anche vero che dai tre anni in su continua a formarsi anche come carattere e gli insegnanti che incontra contribuiscono alla sua formazione.
Quindi diciamo pure che allearsi sarebbe meglio per tutti anche se allearsi è la cosa più difficile che possa fare l’essere umano.

Non so se come genitore ho paura di dire “no” o di porre regole a mio figlio perché lui potrebbe fallire. Forse mi ritrovo di più a non credere in questo modello di società capitalistica e arrivista, dove dobbiamo proporre mete alte e impegnative, perché i nostri ragazzi devono realizzarsi e diventare in qualche modo ricchi, potenti e famosi non per forza in questa sequenza. Anzi se diventano prima famosi poi ricchi e potenti va bene lo stesso.

Se qualcuno si è preso la briga già nell’antica Roma di scrivere sui ragazzi che marinavano la scuola, evidentemente non è una cosa di oggi ma i giovani sono sempre stati giovani e il ruolo dei genitori e degli insegnanti è sempre stato quello di dare il massimo di sé e soprattutto dare il buon esempio.

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