La Colpa e la Paura di dire “no”

REBLOGGO  da La Stampa

Troppa paura di dire “no”. Questa è una cultura che non regge il fallimento

…«La colpa non è dei maestri, che coi pazzi devono fare i pazzi. Infatti se non dicessero ciò che piace ai ragazzi, resterebbero soli nelle scuole… E allora? Degni di rimprovero sono i genitori

pecore

Questo argomento scuola mi ha sempre interessato, prima come studente ora come genitore che insegna al proprio figlio. Continua a leggere “La Colpa e la Paura di dire “no””

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da leggere

semplice, chiaro, candido e spontaneo come solo un bambino può essere:

Ciro 9 anni, e il suo tema. Le parole più belle…

“Il 4 Marzo 2013 è stata incendita la Città della Scienza e per me è stata una cosa bruttissima. Quando ho sentito la notizia io stavo per scoppiare in lacrime. Era stata fondata a Bagnoli di Napoli dove c’è molta concentrazione di malvivenza, ma poi è stata fatta li proprio per spaventare i malviventi che hanno paura della cultura, perchè sottrae persone alla criminalità. Poi chi ha bruciato questo posto ha bruciato il materiale ma non le nostre idee. Non farò mai e poi mai il malvivente perchè diventerò istruito e lavorerò. Ho dimenticato di dire che questa Città della Scienza è stata fondata da Vittorio Silvestrini che pensa che noi bambini cambieremo il mondo. Io appena penso alla Città della Scienza che è stata bruciata in fondo al cuore mi sento malissimo. Per diventare delle persone perbene ricordatevi queste solenni parole: bisogna rispettare sempre la legge e dire di no alla criminalità!”

da facebook  Città della Scienza

tema - città della scienza

la scuola che vorrei

Il 16-05-2012 a Roma si è svolto il

Convegno
“Quando lo spazio insegna”

promosso da Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
MIUR – Viale Trastevere 76/a – www.miur.it
In collaborazione con
Indire Ricerca – Via M. Buonarroti 10, Firenze – www.indire.it

Senza pareti senza classi
Il modello architettonico e didattico-organizzativo alla base di TelefonPlan scuola in Stoccolma, Svezia

La giornata tipo in Telefonplan
alle 08.30        assemblea
09.00-11.30    lezione nei gruppi misti
11.30-12.00    pranzo
12.30-15.00    lezione nei gruppi misti
15.00-18.00    attività pomeridiane ricreative/facoltative

Non esiste la campanella

 La scuola è aperta dalle ore 7.00 alle ore 18.30. I ragazzi entrano a scuola tra le 7.00 e le 8.30 al massimo, ora di inizio dell’assemblea. Ciascuno studente è abbinato ad un “responsible teacher”, una specie di tutor, che lo segue durante tutto l’anno scolastico. L’assemblea si svolge proprio in presenza del tutor ed ha la durata di mezz’ora. In questo arco di tempo il tutor prende le presenze, le registra in una piattaforma alla quale le famiglie hanno accesso e dove vengono registrati anche i voti. Oltre a prendere le presenze il tutor fa condividere ai ragazzi quello che hanno fatto il giorno precedente e li invita a ragionare su come pensano che sarà organizzata la giornata presente, dopodiché li smista dai rispettivi docenti.
Dalle 9.00 alle ore 15.00 (con mezz’ora di intervallo ed un’ora di pausa pranzo) gli studenti lavorano con docenti diversi in base ad un’aggregazione per competenze. Non esiste quindi il concetto di 1A/1B ecc. ma di gruppi eterogenei che ruotano nel tempo in base ai progetti disciplinari o pluridisciplinari. Ciascun gruppo può essere composto di ragazzi di 9-10-11 anni e, in alcuni casi, anche da bambini più piccoli. I lavori durano in media due mesi dopo i quali gli studenti vengono riassemblati secondo nuove modalità.
All’inizio dell’anno scolastico la scuola dedica due intere settimane alla profilatura degli studenti per mapparne conoscenze, competenze, abilità, attitudini e potenzialità. Questa fase è fondamentale perché su di essa si basano i lavori dei gruppi di tutto l’anno.
Nel corso del pomeriggio si svolgono le attività ricreative che sono facoltative. Solo per queste attività la famiglia è tenuta a corrispondere alla scuola una cifra di circa 100 euro al mese, mentre le ore obbligatorie di scuola non gravano di costi aggiuntivi sulle famiglie. Ai bambini viene consegnato un portatile in comodato d’uso.

Perché anche guardando lontano.
Si capisce quel che si ha vicino.

“Voglio” Finardi

la scuola è per tutti…

Ieri ho firmato a favore della scuola e contro le parole del nostro grande Cavaliere… pensare che c’è qualcuno che dice (vedi lega) che è stato frainteso. Basterebbe solo riascoltarlo per capire quello che ha detto. Viviamo in un epoca in cui quello che viene detto resta e sembra che i nostri politici non se ne siano ancora accorti.  Hanno tutti una bella età (almeno la maggioranza) e si sa che capire le innovazioni e mettersi al passo con i tempi non è facile per tutti.
Oggi ho trovato questo articolo di Jovanotti su perlapace.it

Continua a leggere “la scuola è per tutti…”

non insegnate ai bambini

Oggi gironzolando sono incappata in questa bellissima poesia/canzone che sicuramente merita, sono solo poco più di 4 minuti ma sono 4 minuti di dolcezza e in questo lunedì mattina mi servivano… com’è difficile fare il genitore.

NON INSEGNATE AI BAMBINI
Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

“Giorgio Gaber

figli…

…osserva Krishnamurti, noi non amiamo i nostri figli;
abbiamo delle ambizioni per loro solo perché nutriamo delle ambizioni per noi stessi; e ci limitaiamo a proiettare su di loro i nostri pregiudizi, le nostre paure e le nostre speranze, e a condizionarli perché rientrino nello schema dei nostri desideri.

Crescere un bambino, invece, richiede pazienza, attenzione e un’osservazione intelligente.
Per capirlo dobbiamo guardarlo mentre gioca, studiarlo nei suoi diversi stati d’animo; dobbiamo osservare le sue tendenze e attitudini, il suo temperamento, capirne le difficoltà, tenere conto della sua psicologia e dell’influenza che abbiamo su di lui.

Il giusto tipo di educazione – sottolinea krishnamurti – inizia dall’insegnante, che deve comprendere se stesso ed essere libero da schemi di pensiero prestabiliti, poiché egli insegna non tanto una materia quanto ciò che lui stesso è.
Tratto da: Educare alla vita – Krishnamurti

scuola

Oggi la giornata studentesca mondiale

La Rete degli studenti e l’Unione degli universitari sono tra gli organizzatori della mobilitazione per il diritto allo studio.
… «Manifestiamo il 17 novembre, in Italia come in tutto il mondo, perché siamo convinti che la conoscenza sia strumento di liberazione di tutti e tutte, perché crediamo che puntare su una scuola, un’università e una ricerca pubblica significhi riconoscerne lo straordinario valore sociale, l’unica possibilità per immaginare un’uscita da tutte le crisi tesa al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno»…

Potete trovare l’articolo completo qui sulla Stampa.
Certo che dopo aver letto la notizia che il governo raddoppia i fondi per le scuole private sono sempre più sconcertata dalle scelte dei nostri politici. Continuo a sostenere che sono tutti complici, non esistono più colori in questo paese…