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Forse sarà un caso isolato, non vorrei generalizzare e non parlo di tutti i professori ma quest’anno ho vissuto male l’esperienza scuola di mio figlio.
Una scuola senza entusiasmo e voglia di educare. Una scuola che non trasmette positività. Una scuola fatta di professori pronti a lamentarsi gratuitamente senza proporre niente di costruttivo. Una scuola fatta di professori che non vanno d’accordo e te lo raccontano ai colloqui personali. Una scuola senza fondi. Una scuola senza un dirigente.
Purtroppo i professori della scuola che frequenta mio figlio “premiano” con la promozione i ragazzi che creano problemi in classe e non si applicano,  così da non doverli “gestire” e quindi aiutare a lungo. Cercano di sbatterli fuori il più presto possibile per non prendersi la responsabilità di aiutarli e promuovendoli giustificano il loro comportamento.
I professori in questo modo legittimano il disturbare in classe, il rispondere male ai professori e compagni, il non svolgere i lavori assegnati in classe e a scuola, perché non sono preparati a valutare ogni individuo singolarmente e non hanno né il tempo né la voglia di farlo.
Così facendo non aiutano nessuno, non svolgono il loro lavoro con coscienza, creano problemi a tutta la classe e trasmettono ai ragazzi che non serve impegnarsi, tanto anche se hai tutte insufficienze ti promuovono lo stesso.
Per un ragazzo che sta crescendo e che è inserito nel sistema scuola, fatto di voti e valutazioni precise, addirittura con percentuali, che ogni volta che fa una verifica poi deve calcolare che media ha raggiunto, non è certo educativo vedere degli adulti, per giunta dei professori, non considerare i voti dati al compagno “casinista” e portarli “magicamente” al sei per poterlo promuovere.
Per non parlare del voto in condotta. Quest’anno, in seconda media, a mio figlio nel secondo quadrimestre hanno abbassato il voto in condotta da 10 a 9.
Io ho chiesto se c’erano stati dei problemi visto che non me ne ero accorta e non mi avevano avvisato.
Mi è stato risposto: “no, non si preoccupi avrà chiacchierato un po’ di più.”
Secondo me abbassare un voto è sicuramente una “punizione” o comunque puntualizzare che c’è stato un calo, un calo di studio, di interesse, in questo caso di educazione.

Peccato che i professori della scuola di mio figlio sono capaci di abbassare i voti e fare le giuste percentuali a un ragazzo che va bene e alzano i voti al ragazzo che non riescono a gestire in classe per poterlo promuovere.
Mi auguro soltanto che il prossimo anno questi professori che valutano mio figlio solo con voti e percentuali siano in grado di aiutare il suo compagno “casinista” così da non diventare la causa dei pochi progressi di tutta la classe.
Non sapevo come spiegare tutto questo a mio figlio e l’ho chiesto alla mamma del compagno “casinista” che mi ha risposto:
“sono le ingiustizie della vita…”

ho trovato due video sull’educazione/scuola eccoli:

… E se ti dicessi che il fondamento della scuola è il “dovere”?
Mentre la guida dell’educazione è “creare e poter essere”.
Cosa pensi se ti dico che la scuola ci ha insegnato a vivere nella paura?
Educazione significa realizzarci nella pienezza.

Cosa ci aspettiamo?
Ci aspettiamo relazioni, vogliamo che i nostri insegnanti ci rispettino e sappiano quali sono i nostri interessi e le nostre passioni.
Ci aspettiamo una formazione pertinente, quello che impariamo dovrebbe essere importante per noi e per gli altri. Ci aspettiamo scelta. …
La chiave è il coinvolgimento…

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